Giuseppe Giorgio Genovese

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GIUSEPPE

domenica, settembre 10, 2006
scritto da Moder @ 6:53 PM
Sono qui per far sentire il mio, il nostro grido di dolore, e perché altri genitori non debbano scontrarsi con l’assurdità della morte improvvisa di un figlio, e con la consapevolezza che se tutti avessero rispettato le “regole”, e soprattutto se chi è preposto a farle osservare non avesse chiuso tutti e due gli occhi, e non continuasse impunemente a farlo, adesso Giuseppe sarebbe all’università a dare un esame, in un campo di pallacanestro a divertirsi con gli amici, in un locale notturno a catalizzare gli sguardi delle ragazze, sulla sua moto a godersi questa meravigliosa Roma, piena di luce e di magia.
Il mio Giuseppe aveva solo 22 anni e stava andando in moto all’università di Roma 3: aveva conseguito la laurea di primo livello in Scienze Giuridiche a settembre ed aveva già sostenuto 2 esami del IV anno. Aveva scelto Roma perchè amava questa città immensamente. Qui era circondato dai suoi amici, ne aveva conosciuti tanti altri, tutti lo adoravano e con tutti era sempre disponibile, sincero, pronto ad essere sostegno sia negli studi che nelle vicissitudini personali di ognuno. Era stato soprannominato, fin da quando era un ragazzino, “Il Conte”, per i suoi modi di fare sempre gentili ed educati, e per il suo naturale portamento elegante (per conoscerlo meglio http://www.gggilconte.it/ o http://www.giuseppegiorgiogenovese.it/ ). Di passioni ne aveva coltivate davvero tante: la pallacanestro, la palestra, e soprattutto le automobili, delle quali era un vero estimatore, studioso, esperto conoscitore e cultore. Purtroppo la sua curiosità si era rivolta, negli ultimi tempi, anche alle motociclette.
Alle 14 e 15 circa di quel maledetto mercoledì 25 gennaio 2006, in sella alla sua moto, Giuseppe ha oltrepassato gli archi di Porta Portese, ed ha imboccato via Portuense, in direzione di Piazzale della Radio/V.le Marconi. Improvvisamente un motorino, con due minorenni a bordo, sbuca dal nulla, compie una inversione di marcia (con la linea continua) tagliando la strada ad un motorino e scappa via. Quest’ultimo, d’istinto, per evitare la collisione si allarga verso il centro della carreggiata, esattamente dove stava sopraggiungendo Giuseppe. I due si toccano lievemente. Perde il controllo, finisce sulla corsia opposta, sopraggiunge un furgone che riesce ad evitare: l’autista d’istinto cerca il centro della carreggiata per evitarlo, mentre lui si dirige verso il limitare della strada. Ma sulla carreggiata, incredibilmente, ci sono una serie di biciclette, messe lì in esposizione per la vendita. E come se non bastasse, oltre alle biciclette, sempre sulla strada, una macchina parcheggiata (per evitare che i veicoli che transitano in direzione degli archi di Porta Portuense possano travolgere le biciclette, ovviamente).
Giuseppe ha finito la sua corsa, e purtroppo la sua vita, travolgendo quelle biciclette e quell’auto che non dovevano essere lì. Le considerazioni medico-legali contenute nell’autopsia disposta sul corpo di Giuseppe recitano: “[…] possiamo quindi affermare che la causa della morte di Genovese Giuseppe è certamente individuabile in un grande traumatismo, potendosi altresì identificare moralmente il decesso con un incidente stradale nel quale la vittima è rimasto coinvolto in qualità di conducente un motoveicolo venuto a collisione con un ostacolo”.
Fra l’altro c’è da dire che né il conducente del motorino che ha causato l’incidente (minorenne, per il quale sono in attesa che il PM competente richieda il rinvio a giudizio), né l’altro minorenne che era a bordo dello stesso motorino, e neppure i genitori dei due ragazzi si sono mai sentiti in dovere di farmi anche una semplice telefonata per dimostrare il dispiacere, il rammarico per la tragedia causata.
Ma questa brutta storia ha degli strascichi raccapriccianti: quasi tre mesi dopo, il legale rappresentante della Europa Cicli S.r.l. sita in via Portuense 21/d (proprietari delle biciclette e della vettura contro i quali Giuseppe si è praticamente disintegrato la clavicola, la cassa toracica, i polmoni, l’addome con una copiosa emorragia interna, il fegato, e la gamba destra, la cui femorale è stata recisa con un taglio di 23 centimetri e fratture multiple), tramite il loro legale, inviano a Giuseppe una richiesta di risarcimento dei danni da lui arrecati alle biciclette ed alla macchina. A Giuseppe. La indirizzano a lui, dopo avermi incontrato per mesi mentre lo piangevo sul luogo dell’incidente, dopo avermi parlato, dopo aver toccato con mano il dolore dovuto alla sua assenza, dopo avermi chiesto addirittura un ricordino con le foto di mio figlio.
In seguito a mia richiesta di accesso ai documenti amministrativi (Legge n. 241/90), il Municipio di Roma XVI, UOA, Ufficio Aut.ni insegne e O.S.P, in data 10 maggio 2006 afferma: “[…] si informa che da atti d’ufficio risulta che in via Portuense 21/d il sig.****** esercita l’attività di vendita di cicli, ricambi ed accessori per auto e moto, con titolo commerciale rilasciato in data 23/09/1991 con autorizzazione 16, e che lo stesso non è stato a tutt’oggi autorizzato all’occupazione del suolo pubblico antistante l’esercizio in parola”. Inoltre nella sua richiesta l’avvocato del legale rappresentante della Europa Cicli S.r.l. e della proprietaria dell’auto in sosta riporta: “Nella circostanza il motociclo invadeva l’opposta corsia di marcia ed investiva il veicolo BMW e le biciclette regolarmente posteggiate”.
Dalla relazione sull’incidente stradale redatta dai Vigili Urbani di Roma, XVI Gruppo, Ufficio Infortunistica, intervenuti sul posto per i rilievi si evince che “urtava il veicolo C [Autovettura privata marca BMW 580…] fermo in sosta regolare”. Al fine di ricostruire le responsabilità relative all’incidente ho presentato istanza ai sensi della legge 241/90 al Corpo di Polizia Municipale XVI Gruppo, competente per il territorio, per avere notizie in merito alla segnaletica stradale nel tratto in cui si è verificato il sinistro. La risposta del 16 maggio 2006 recita che “in merito alla segnaletica in vigore in data 25 gennaio 2006 nel tratto compreso tra i numeri civici 21-27, si rappresenta che, effettuati i controlli in archivio e successivo sopralluogo, non vi è alcuna segnaletica verticale di divieto di sosta o linea di margine, è presente invece linea di mezzeria”. Ma il 21 maggio veniva elevato un verbale di rimozione per un’auto in divieto poiché “lasciata in sosta in zona mercato in orario di apertura”. Ma allora la sosta è legittima o no? La relazione sull’incidente stradale consta di tre pagine per descrivere quanto accaduto: la prima per le generalità dei veicoli coinvolti e dei conducenti. Una e mezza per la descrizione delle cause/circostanze dell’incidente.
1) Recita: “Lo scrivente, sulla base di quanto constatato ed appreso, provvedeva ai rilievi fotoplanimetrici concernenti: · l’area interessata al sinistro; · la provenienza e direzione dei veicoli; · il punto d’urto; · la posizione statica dei veicoli “B” e “C”; · i danni visibili riportati dai veicoli coinvolti; · le caratteristiche della località. Il materiale di cui trattasi si trova depositato presso l’archivio di questo comando”. Per avere una copia dei rilievi fotoplanimetrici il mio legale, ricevuta autorizzazione dal Tribunale, e dopo innumerevoli solleciti, ha dovuto presentare istanza alla Procura della Repubblica – Tribunale per i Minorenni, perché intervenisse per ottenerne il rilascio. E ad oggi pare non esistere alcuna planimetria dell’incidente.
2) E ancora: “Perdeva [Giuseppe] il controllo del motociclo tanto da invadere la corsia opposta di marcia e, dopo aver sormontato il marciapiede ivi esistente, urtava il veicolo “C” [la BMW] fermo in sosta regolare. Di seguito il motociclo urtava n. 6 biciclette e un triciclo lasciate sul marciapiede per la vendita danneggiandole irrimediabilmente”. Segue la minuziosa descrizione delle biciclette, per marca, modello, colore, misura… nemmeno un perito dell’assicurazione avrebbe saputo fare una descrizione così minuziosa, e pensare che per il resto manca pure la planimetria dell’incidente.
3) La relazione dei vigili riporta ancora: “tra gli astanti non venivano reperiti testi oculari”. Ma nella Relazione di servizio degli Assistenti della Polizia di Stato del Centro di Coordinamento dei Servizi a Cavallo c’è scritto che “Da informazioni raccolte tra la folla si apprendeva che la causa dell’incidente era dovuta ad uno scooter di colore grigio, con due ragazzi a bordo, mancante di parafango anteriore e luce posteriore completamente verniciata di colore grigio e che gli stessi si erano allontanati in tutta fretta su via Portuense direzione Sublicio”. Di uno dei testimoni sono poi riportati tutti i dati (lo stesso successivamente si è recato al comando dei Vigili Urbani rilasciando regolare dichiarazione).

Le biciclette sono ancora oggi sulla carreggiata e sul marciapiede, guardate le fotografie. La macchina (ovviamente la BMW è stata sostituita da una Smart) è alla fine delle stesse (provenendo dalla stessa direzione di Giuseppe) e naturalmente si trova sulla carreggiata, non al di là del marciapiede, altrimenti sarebbe nel muro.

Perché ci sono così tante dissonanze tra la relazione dei Vigili Urbani e quella degli Assistenti della Polizia di Stato e dei testimoni?
Perché affermano che le biciclette erano solo sul marciapiede invece che anche sulla carreggiata e che la macchina era in sosta regolare? Perché non è stato steso il rilievo planimetrico della dinamica dell’incidente? Oppure: dov’è?
Nella sua dichiarazione un testimone afferma: “Il ciclomotore che si è immesso sulla via Portuense, quello con i due ragazzi a bordo, non si è fermato, si è diretto verso Piazzale Portuense ed ha proseguito la sua marcia”. Gli Assistenti di Polizia nel loro verbale spiegano come sono stati individuati e fermati: “Alle ore 17.00 circa, sul posto [dell’incidente] sopraggiungevano due ragazzi che, con fare agitato, ponevano agli scriventi domande sullo stato di salute del ragazzo rimasto ferito, su come fosse accaduto e se avessimo indizi su chi fosse responsabile. A quel punto, insospettito, l’Ass. seguiva a distanza i due, che allontanatisi di circa 400 metri a piedi, recuperavano un ciclomotore HONDA SH50 cc., di colore grigio mancante di parafango anteriore e di luce posteriore verniciata di colore grigio. Pertanto venivano fermati e identificati […]”.

Il mio Giuseppe purtroppo non me lo restituisce nessuno: ho perso mio figlio, il mio migliore amico, la mia stella polare, il mio stesso respiro. Ora voglio giustizia per lui e soprattutto voglio evitare che ci siano altri morti per colpadi chi non rispetta le regole per fare solo i propri interessi, e di chi non svolge, per qualunque motivo, il proprio dovere di accertare e punire, prevenendo disgrazie simili semplicemente assolvendo al compito di vigilanza al quale è preposto.

Su via Portuense, al civico 25, accanto alle biciclette e proprio dietro la smart messa lì al posto della BMW, c’è un palo della luce con i fiori e le foto di mio figlio, il primo di una serie di targhe alla memoria e di fiori ai margini di quella strada. Vi chiedo perciò di sostenermi in questa battaglia per salvare altre vite: ho presentato una querela su quanto avvenuto, ma ho bisogno che questa vicenda faccia rumore, che in tanti si scandalizzino e si facciano sentire attraverso questo blog, che tutti manifestino il loro desiderio di giustizia lasciando qui un loro messaggio, pretendendo di vedere tutelati così i loro diritti e la loro sicurezza, perché non ci siano altri genitori a piangere i figli morti col tarlo che forse si poteva evitare.
Il papà di Giuseppe

70 Risposta per “GIUSEPPE”

  1. Io che ti adoro.... scrive:

    Non sò da dv cominciare…questa è la prima volta che sò davvero come sono andate le cose sulla morte del conte!Non faccio altro che pensare a quella notte,erano le 01:00 del mattino,ero nel letto e stavo per mettermi a dormire quando,ad un certo punto,vedo che sul mio cell c’era un sms…vado a leggerlo e c’era sritto”Ho provato a chiamarti più volte perchè volevo dirti che è morto giuseppe genovese…mi dispiace”…avrò letto quel messaggio 2000 volte…non volevo crederci…mi è partito un tremore assurdo,ero persa con lo sguardo nel vuoto…è stato un giorno da dimenticare …il mio tesoro era morto e anche se la nostra storia era finita io gli volevo un gran bene…non si meritava questa fine…lui che era fantastico in tutto quello che faceva…era unico nel suo essere sempre al top!!!Lo invidiato,amato,odiato,pensato,sognato…ma non avrei mai pensato di doverlo piangere….GIUSTIZIA PER GIUSEPPE…Sei in ogni mio pensiero e nn mi dimenticherò mai di te e dei tuoi stupendi occhi verdi….ti adoro

  2. Anonymous scrive:

    Giustizia per ki ci ha lasciati, giustizia per ki continua a soffrire nel suo ricordo, giustizia per tutti noi ke abbiamo perso una persona di valore in un mondo in cui valori ce ne sono ormai troppo poki! Non ho conosciuto GGG però quando passo davanti alla sua tomba gli lascio il mio saluto… Riguardo il suo sorriso ormai vivo solo nell’eternità!

  3. Anonymous scrive:

    I media non si occupano che di gossip: chiacchiere e maldicenze su personaggi talvolta di nessun valore e nessuno spessore. Le televisioni, su questi scia, amplificano gli aspetti più beceri e squallidi di certa cronaca e troppo spesso, purtroppo, anche la televisione di Stato si allinea per fare odience, dimenticando i sacri diritti di tutti i cittadini
    che, come Giuseppe, sono meravigliose persone,belle dentro e fuori, ma con un grave difetto:non sono mai stati sull’isola o nella casa del grande fratello! E’ questa la nuova realtà con la quale ci dobbiamo misurare? Dobbiamo, obtorto collo, concludere che nella società contemporanea la voce del Diritto è prerogativa solo di chi ha “visibilità” indipendentemente dalle motivazioni che ne richiedono l’interrvento?
    Non posso credere che questo sia il mondo che abbiamo preparato alle generazioni future e di questa realtà aberrante saremo chiamati a dar conto!

  4. Anonymous scrive:

    Si muore a 22 anni, e questo è già di per sè inaccettabile. E poi chi resta, disperatamente, lotta (e già questo coraggio dovrebbe lasciare senza parole) perchè sia fatta giustizia, ma soprattutto per evitare che accada ancora, e le istituzioni non esistono, non ci sono risposte. L’indifferenza è disgustosa: la morte non fa campagna elettorale… E questo silenzio continua a causare altre vittime, è lo stesso silenzio che consente di ammazzare poliziotti per una stupida partita di calcio, lo stesso che consente alla mafia di gestire tranquillamente i suoi sporchi traffici, lo stesso silenzio che imbavaglia i GIUSTI e lascia che si sentano solo le voci gracchianti degli STOLTI e dei CORROTTI. Ma tanto la forza e la voglia di gridare a squaciagola non me la toglierà certo l’indifferenza, MAI. Giuseppe avrà GIUSTIZIA, e grazie a Lui nessun altro lucrerà a discapito della sicurezza e della VITA.

  5. Anonymous scrive:

    Camminavo oggi pomeriggio lungo i viali del cimitero di Potenza..ero andata a trovare mia madre.Sono passata di li’ tante volte in questi dodici anni, ma oggi sono stata colpita da quella cappella aperta, dalle tante foto di un ragazzo dal volto gentile.Sono entrata e ho capito che qualcosa di grave era accaduto.Ora so…miei cari genitori un abbraccio grande e andate avanti nella battaglia.Sono con voi.Mary

  6. Anonymous scrive:

    Caro Mario,
    Io non la conosco ne conoscevo suo figlio, ma questa storia mi ha veramente colpito per due cose.
    La prima cosa è la dinamica di come si sia svolto tale incidente, quasi se dovesse succedere per forza, non dando scampo a suo figlio. Probabilmente tale dinamica, può essere solo spiegata come una “chiamata” da parte di una forza superiore , la seconda e non meno importante, è l’indifferenza e la freddezza della gente. Io essendo romano, mi vergogno dei miei concittadini e gente senza scrupoli talvolta anche mafiosa, che pensa solo ai propri interessi andando contro i suoi simili inoltre è gente amorale e immorale e insensibile perché altrimenti non si comporterebbe in questo modo. Premesso questo, penso però che in fondo anche per loro ci sarà una giustizia terrena e successivamente divina, quindi non credo abbiano scampo.
    Sà quante volte sono passato anch’io per quella via, poiché quella zona la conosco bene e chissà come dice qualcuno ho rischiato la vita senza saperlo…
    Spero che si faccia forza e riesca a dimostrare le sue ragioni. Penso che la sofferenza per la perdita di un figlio sia una delle cose più brutte che a un genitore possa capitare durante il “cammino” di questa vita. Credo sia innaturale che un genitore debba piangere un figlio inoltre penso che tale dolore sia incancellabile e che ci accompagni sempre fino alla fine dei nostri giorni… comunque sono sicuro che il suo Giuseppe veglia su di Lei e su sua moglie e che non Vi abbandoni mai quindi creda in se stesso e nelle cose che fa che prima o poi la Giustizia arriverà e quando arriverà sarà implacabile e sicuramente si sentirà meglio per aver reso giustizia a suo figlio e inoltre salverà le future persone che passeranno di là anzi sarebbe d’esempio intitolare magari la via a suo figlio come Via Conte in modo che chiunque passi di li si chieda chi fosse il Conte.
    Un abbraccio

    Andrea M.

  7. Gianluca scrive:

    Basterebbe far rimuovere dal proprio incarico il capo area dei vigili urbani, e pretendere un risarcimento dal proprietario del negozio di biciclette.
    Non servirebbe a far tornare in vita Giuseppe, ma certa gente capisce solo quando gli si toccano gli interessi personali.

  8. pacotom scrive:

    Le auguro di cuore di avere tutta la giustizia che merita e spero vivamente che a quel tomo ingiungano, oltre che di rimuovere le bici dalla strada, di mangiarsi la richiesta di risarcimento, condannandolo poi per omicidio colposo, se dal processo in corso verrà fuori che il decesso fu inequivocabilmente causato dalle bici. Nulla potrà restituirle il sorriso del Suo Giuseppe, ma la Sua lotta servirà ad evitare altro dolore. Con sincera stima.

  9. Anonymous scrive:

    sono capitato per caso su questo blog…ho letto tutta la storia…non ho parole!!!

  10. Anonymous scrive:

    Purtroppo il mondo e’ pieno di persone che fanno solo i loro interessi, fregandosene delle regole , anche perche’ queste regole non vengono fatte rispettare come si dovrebbe dalle autorita’ competenti! Sosterro’ il papa’ di Giuseppe in tutto

  11. Anonymous scrive:

    Parole giuste non esistono… passo tutti i giorni lì davanti e tutti i giorni penso a come sia stato possibile… perché??? non ci sono risposte… e bisogna convire con il dolore che non se ne andrà mai.
    Un abbraccio a quanti hanno sofferto per la tua perdita…
    Ciao Giuseppe

  12. Anonymous scrive:

    camminando per il centro di Potenza,lessi il manifesto funebre di un ragazzo chiamato “Il Conte”…mi dispiacque molto, pur non conoscendolo, pur immaginando una morte tragica..oggi per caso sono capitata su questo blog, forse perchè lui volesse farmi leggere le pagine della sua breve ma brillante vita.
    una abbraccio forte ai genitori..giovanna

  13. Anonymous scrive:

    Penso che il signore, proprietario del negozio di biciclette, avrebbe dovuto avere la decenza di fare causa alle vittime della strada e non a voi per farsi rimborsare i danni, in quanto non è stato vs figlio a causare l’incidente, bensì un pirata, ed è per queste figure che è stato istituito il fondo.
    Una vittima della strada

  14. Ursula. Perù. scrive:

    Ciao Giuseppe, sono Ursula.Mi rammarica il fatto di averti visto x la ultima volta quel stesso giorno della tua fatidica partenza.Ti avevo lasciato che erano le 11 del mattino.Lo ho saputo tràmite un amico mio. Mi sono messa a piangere come una ragazzina e per la verità nn credo fino adesso che nn ci sei più. Ha volte passo sotto casa tua e penso che magari uscirai e ci vedremo e magari parlare un pochetto; e ricordare tante cose da quando ci andavo a casa tua a fare le pulizie.Quando mi raccontavi della università,dalla tua ragazza,di tuoi amici,dalla tua città Potenza e tante altre cose.Sai che sei e sarai sempre nei miei pensieri.Ha ragione tuo padre a describerti come il migliore dei figli, senza togliere niente a nessuno.Per quel poco che ho visto, voi avevate un rapporto bellissimo.Più che padre e figlio eravate amici;anche altro.Bene soltanto ti dico che dove tu ti trovassi,tu sia felice.Tanti baci e abbracci.Tua amica e ex doméstica. Ursula.

  15. vittorio scrive:

    mi sono imbattuto involontariamente in questo sito e non ho capito immediatamente di cosa si parlasse anzi in un primo momento ho pensato ad un ragazzo che per “acchiappare” aveva relizzato un sito web, eppure non mi pare la persona che con quel fisico quella faccia ne abbia bisogno, ma ispirato dalla sua simpatia il mio sorriso si è tramutato in angoscia, quindi dolore. si può soffrire per una persona sconosciuta? il mio messaggio per il padre di giuseppe è di continuare a lottare per avere giustizia, il suo impegno contrinuirà a non fare accadere più questi avvenimenti funesti.

  16. Anonymous scrive:

    Non posso nemmeno immaginare il dolore che provi,non esistono parole al mondo per alleviarlo, ma devi avere fede, il tuo Giuseppe avrà giustizia e sono sicura che anche se non puoi vederlo ti sta sempre vicino….sii la roccia che diceva tuo figlio e non ti arrendere mai…

  17. Gennaro scrive:

    Le mie sono parole di parte…sono le parole di chi ha potuto conoscere Peppe…sono le parole di chi parla per non ascoltare ancora le mille assurdita’ sentite dire dall’inizio del processo alla sua sentenza!!!
    Ma noto che sono uguali alle parole dette da tutti quelli che hanno scritto su questo blog,sia che lo conoscevano che non!
    SOno parole di indignazione e sgomento per una tale ingiustizia e per un affronto alla liberta’ personale….la liberta’ di uscire in moto e di ritrovarsi per terra in fin di vita senza colpe,senza immaginare che qualcuno un giorno si sarebbe potuto permettere di accusarlo di qualsiasi tipo di responsabilita’!
    Eppure e’ successo, il solito giudice garantista a spada tratta, coadiuvato da un PM del tutto irrispettoso del concetto di LIBERTA’di VIVERE hanno infangato una persona gia’ beffata dagli eventi!
    Peppe non lasceremo che ti uccidano ancora…non lasceremo che qualcuno possa additarti come colpevole!!
    Noi la verita’ la conosciamo e bene…e sta sicuro che faremo di tutto affinche’ sia rispettata!

  18. vittorio scrive:

    Così come l’ho trovato per caso circa una anno fà su internet all’improvviso l’ho ritrovavo dove purtroppo, riposa.

    Non vado mai volentieri al cimitero perchè sono costretto a pensare che tante vite non ci sono più, c’è chi è riuscito a portare avanti un progetto di vita e c’è chi invece proprio all’inizio della sua vita, proprio quando doveva “esplodere”, invece, non potrà mai mostrare il suo massimo splendore.

    Già in effetti è una cosa che mi viene in mente spesso, non c’è mai un tempo per morire, prima perchè volevo realizzarmi, poi perchè mi sono sposato, oggi perchè aspetto il mio primo figlio, e qui il mio pensiero di ferma a Giuseppe, tante troppe cose che non potrà mai provare, lui rappresenta forse tutte quelle giovani vite che sono state spezzate senza che loro lo volessero, e forse nemmeno accorgessero…ecco penso spesso che quasi dovesse esistere una legge divina che dica “VIETATO MORIRE GIOVANI”.

    A tante cose cerco di darmi delle risposte..ma perchè Giuseppe non c’è più? no proprio non riesco a darmi una risposta senza esserne coinvolto direttamente!!

  19. giusy scrive:

    …non conoscevo suo figlio,sono anch’io di potenza ma studio fuori….Tempo fa mi è capitato di passare avanti la sua tomba che è poco prima di quella dei miei nonni…Non ho potuto fare a meno di entrare…guardare e piangere…Sarà che io sn super sensibile..ma di fronte a una situazione del genere credo sia inevitabile non farlo…E’ incredibile come possa esserci ancora oggi tutta qsta freddezza…non capisco perchè…è triste,fa rabbia.Ho voluto vedere il sito per capire…provare almeno a capire perchè…perchè un ragazzo come lui..l’ho trovato lì…non è giusto……ripeto non lo conoscevo,ma posso immaginare il vuoto che ha lasciato in tutte le persone che lo hanno conosciuto…Spero davvero possa esserci giustizia…una volta per tutte…e a lei..e sua moglie dico di farvi forza…Gesù vuole solo angeli vicino a se e sicuramente suo figlio è uno dei + belli…e vi proteggerà……….so che le mie parole nn sn nulla,ma non posso fare altro…mi sn solo sentita di scrivere e l’ho fatto…così come continuerò a lasciargli un fiore passando da lì….cn affetto..vi abbraccio giusy

  20. Giuseppe Giorgio scrive:

    Mi è capitato per caso di cercare sulla web info varie e mi sono imbattuto su questa notizia che mi riempie di tristezza. Ho conoschiuto Giuseppe Giorgio…..per un periodo della sua breve vita abbiamo avuto modo di chiaccherare a lungo…..mi è capitato di sentirlo parlare con passione della sua vita, del suo grosso attaccamento al padre….., …..poi ho conosciuto anche Mario con tutta la sua forza ed il suo dinamismo……le circostanze hanno poco valore….. . Mario, da padre, sono senza parole giuste per un conforto …… anche perchè anche io adesso che so avrei bisogno di conforto….. .
    Cerco di pensare a quel sorriso che lo ha sempre contraddistinto, al suo dinamismo, alla sua tranquillità, serietà, potrei stare ore a parlare di ciò che GG ti trasmetteva e non è perchè sono su questo blog che scrivo queste cose ma il semplice fatto di averne parlato spesso con mia moglie proprio di lui…..si è vero, difficile trovare nella propria vita qualcuno che si chiama come te, però difficile anche imbattersi in un ragazzo educato simpatico e positivo come lui.
    Oggi la società è piena di gente mediocre, forse mi ci incudo, lui era uno dei pochi che poteva guardare il mondo dall’alto in basso e non lo faceva…… Mario vedo che ti stai impegnando per aiutare gli altri, spero che tu abbia sempre qualcuno al tuo fianco per non mollare mai. Giuseppe Giorgio C.

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