
Uno scooter innesca un incidente, senza dare la precedenza. Un ragazzo muore. Il pilota-assassino scappa e torna qualche ora dopo, ammettendo l’omissione di soccorso e riconoscendo le proprie colpe. Per la giustizia italiana, non è successo niente: la manovra dello scooter è stata “l’occasione dell’evento letale”, non “una concausa”. L’assassino è stato prosciolto. Richiesto il rinvio a giudizio del commerciante abusivo delle bici.
La differenza tra l’occasione di un evento letale e una concausa è una questione di retorica: peccato che la retorica non possa restituire la vita a un innocente. La legge dovrebbe rendergli giustizia: ma non avviene. E così, nel disinteresse relativo dell’amministrazione capitolina, sfogliamo una nuova pagina di vergogna. I fatti: nel gennaio 2006, in via Portuense, un incidente stradale uccide il giovane Giuseppe Genovese, brillante studente universitario; i responsabili sono l’allora minorenne Claudio Levis, che esce da una piazzola senza dare precedenza e poi scappa senza prestare soccorso, e un negoziante, che espone biciclette sulla carreggiata opposta, senza autorizzazione. Genovese, per evitare lo scontro, ha infatti invaso l’altra corsia e urtato diverse biciclette e un triciclo, piombando infine su una macchina parcheggiata, di proprietà del negoziante abusivo.
2006. Nel complice silenzio dei nostri rappresentanti politici (sino ai giorni della Giunta Alemanno: va ribadito. Grazie All’azione dell’On. Federico Guidi), ma non dei media (Famiglia Cristiana, “Cominciamo bene” e “Festa Italiana” della Rai, Il Messaggero), la pirateria e l’abusivismo uccidono: qualche anno dopo, l’abusivismo chiede i danni e la pirateria viene prosciolta. Il Levis viene prosciolto dal delitto di omicidio colposo perché il fatto non sussiste. E dire che esistevano relazioni della Polizia Stradale, testimonianze oculari, relazioni del CTU. E dire che esiste un Codice della Strada. E dire che i vigili del XVI Municipio erano intervenuti con appena due ore e mezza di ritardo sul luogo dell’incidente: evitando di consegnare i rilievi fotoplanimetrici, a dispetto di ripetute richieste del PM e degli avvocati, negli anni. Evitando di denunciare l’omissione di soccorso: evitando di lavorare con onestà. A quanto pare, per la legge il motorino del giovane “incauto” centauro, Levis, aveva violato soltanto due leggi: non aveva lo specchietto e ospitava un altro passeggero. Le proibite e mortali inversioni di marcia non hanno più importanza, si vede. Capitano. Certo: “in assenza di manovra di svolta del Levis il sinistro non si sarebbe verificato”. Ma è stata soltanto un’occasione, mica una concausa. Azzeccagarbugli è redivivo, e detta legge. I cittadini, allora, hanno pieno diritto di rivendicare giustizia.
L’udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio è arrivata dopo innumerevoli sforzi: si direbbe quasi che il PM, sin dall’inizio, fosse intenzionato ad archiviare. Non aveva nominato nemmeno un perito del tribunale: alla prima udienza preliminare il gup dopo aver disposto un sopralluogo è stato costretto a rimettere il fascicolo al PM che aveva sbagliato il capo d’imputazione. Dopo altre due anni, il PM nomina un CTU, che addebita la responsabilità inequivocabile dell’incidente alla manovra del Levis, ed alle bici la causa del tragica scomparsa del giovane GIUSEPPE. Nell’udienza del 17 marzo 2009, per un curioso scherzo del destino, il giudice non era più lo stesso e il PM era malato. Succede. Succede che il centauro assassino venga assolto perché proveniva da destra, poco importa se la sua destra è una piazzola di parcheggio. Ma le cose devono cambiare. Noi cittadini pretendiamo cose semplici. Il rispetto delle regole, la fine delle connivenze tra abusivi e amministrazione, la tutela della vita. Prima di tutto. Una giustizia che si dimostri capace di far rispettare la legge: in assoluto.
E allora ecco il ricorso al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori e presso il Procuratore Generale Della Corte D’Appello. Confidiamo nella giustizia, in attesa della legge.
g.f.
Sono convinta che giustizia e sanita’ viaggino sullo stesso binario, quello della vergogna.
Se non siamo noi a lottare, a cercare di sopravvivere, di cambiare le cose, di far valere i ns diritti.. beh, nessuno verra’ a bussare alla ns porta tendendoci la mano per un aiuto.
Ammirevole è chi, finche’ ha la forza di farlo, fa’ il possibile per URLARE tutto questo schifo.
Quando le forze verranno meno invece, non dobbiamo sentirci sconfitti perche’ chi intraprende queste lotte non sara’ mai un perdente ma rimarra’ per sempre un vincitore dell’animo.
Molto spesso sembra di lottare contro i mulini a vento, ci si sente sempre dire.. :”lascia stare, tanto non cambia niente”.. ma chi come me, a tutto questo non ci sta’, chi come me si rifiuta di subire oltre al danno la beffa, chi come me non puo’ rimanere a guardare in silenzio.. ecco.. il mio sogno è che queste persone si uniscano, uniscano le loro forze per schiacciare questi meccanismi che invece non aspettano altro di vedere schiacciati noi.
Purtroppo pero’ troppi codardi esistono………
Scrivo in questo blog per l’amicizia che mi lega a Giuseppe, ovviamente, ma anche in qualità di consulente tecnico di parte, ovvero di colui che ha analizzato con estrema cura e precisione gli eventi.
E’ stato un compito difficile, il mio, per via del fatto che in me si scontravano le due anime .. quella lavorativa, del tecnico ricostruttore, che ha a che fare, purtroppo, quotidianamente con vittime della strada, e quella legata al sentimento, all’amico che non c’è più perchè te lo hanno ammazzato.
Non nascondo che il lavoro è stato arduo.
Volete sapere perchè?
Molto semplice .. ogni indizio, ogni singola riga del fascicolo di ufficio, INEQUIVOCABILMENTE, faceva emergere CHIARAMENTE E SENZA OMBRA DI DUBBIO le responsabilità; in altre parole, anche un non esperto sarebbe stato in grado di capire che la manovra scorretta del giovane sciagurato dal cognome di una marca di pantaloni (perdonatemi ma non riesco neppure a nominarlo) ha causato il decesso del povero Giuseppe.
Leggo nel blog proprio le parole che io ho riportato nella mia relazione tecnica “in assenza di manovra di svolta del Levis il sinistro non si sarebbe verificato”.
E, come se non bastasse, il consulente incaricato dal PM, in mia presenza, durante i vari incontri, ed anche nella sua relazione, ha riconosciuto questi fatti, verificando le responsabilità di questo ragazzotto che non conosceva l’educazione,l’etica e le norme di comportamento .. stradali e civili.
Omissione di soccorso, omicidio colposo..chi più ne ha più ne metta…
Vi ricordo che il consulente tecnico di ufficio è super partes, è colui che deve ricostruire gli eventi nella maniera più oggettiva possibile e coadiuva il PM o il Giudice nella ricostruzione degli eventi.. E’ il tecnico di fiducia, per capirci, ovvero quello al quale ti affideresti e del quale ti fideresti ove mai tu non avessi competenze in una determinata disciplina (come, appunto, nel casodei Giudici e dei PM quando si parla di incidenti stradali).
Eppure il nostro amico dei pantaloni alla fine esce pulito, come se nulla fosse, senza una lezione, senza una punizione.
Mi sorge un dubbio, visto che siamo in Italia…Sarà a causa del fatto che chi dovrebbe leggere le carte del fascicolo di ufficio e le relative consulenze decide di farlo pochi minuti prima del processo, senza dedicare la giusta attenzione che la memoria di un innocente ragazzo e che un povero padre meriterebbero?
Sarà che alla fine si fa a scarica-barili e il Giudice o il PM che hanno seguito tutto l’iter processuale, alla fine, sono malati o non si presentano, lasciando l’ingrato compito ad un giudicante che, magari, è avvicinato dal colpevole?
Ma no, dai, siamo in Italia .. non può essere andata così ….
Certamente hanno sbagliato tutti .. i tecnici (di ufficio e di parte), i testimoni e persino gli agenti della Polizia Stradale.
Stupidi noi a non pensarlo subito che in realtà l’unica colpa è di Giuseppe … per essere passato di lì a quell’ora.
E allora prendo spunto dalle ultime righe del messaggio iniziale del blog… “Confidiamo nella giustizia, in attesa della legge”.
Ma quale è la giustizia? Dove sta?
E’ quella che autorizza il secondo dei due omicidi (il venditore di biciclette poste in vendita sul marciapiede senza regolare autorizzazione) ad indirizzare al nostro Conte (che lui stesso ha contribuito ad allontare dai suoi cari, ndr) la richiesta di rimborso?
Resta tanto amaro in bocca perchè ci si accorge che ci scontriamo contro un muro di gomma.
E secondo voi che insegnamento ha avuto da questa storia colui che girava su un motorino non in regola, senza illuminazione, senza casco, con un passeggero non autorizzato a bordo .. colui che ha fatto una manovra di svolta azzardata, repentina e non autorizzata .. colui che era in quella zona perchè si stava informando su come poter illegalmente modificare il proprio motorino .. colui che dopo aver visto il povero Giuseppe schiantarsi contro le biciclette, prima, e contro un palo ed una autovettura, dopo, ha pensato bene di girare i tacchi e scappare via?
Piuttosto che insegnare qualcosa ai propri figli, forse, potrà solo vantarsi con i suoi compagni delinquenti da due soldi di aver commesso un reato ed averla fatta franca..
E per persone di questo genere, tali accadimenti rappresentano un vanto, non una macchia indelebile.
E nel frattempo il nostro Giuseppe non c’è più .. e gli viene anche chiesto di pagare le biciclette che lo hanno ammazzato.
E le bici sono sempre in vendita, sempre nello stesso posto, sempre con gli stessi rischi annessi e connessi..
E allora .. evviva l’Italia, evviva la giustizia!
GIUSEPPE era ed è tutta la mia vita, mi manca il suo sorriso, le sue battute, la sua capacità di capire ogni situazione senza che se ne parlasse.
La tragica vicenda dell’incidente, ha da subito avuto dei contorni inquietanti, sapete perchè? GIUSEPPE oltre a rimetterci la SUA splendida e promettente vita, ha fatto l’errore di farsi coinvolgere in un incidente in via Portuense (Porta Portese) dove non c’è nulla di legale, dove tutto ha un prezzo, anche l’omertà, o per usare termini giuridici più appropriati, ‘l’omissione d’atti d’ufficio/l’abuso di potere e spesse anche il falso in atto pubblico.
I fatti sono sconcertanti.
In quella via, documenti alla mano, da circa dieci anni, vige l’ordine di sgombero di tutte le abusive attività commerciali. Ed i vigili cosa fanno, nulla, o forse non proprio…
Credo sia difficile trovare in una qualsiasi capitalia d’Europa, l’esposizione abusiva di una marea di biciclette sulla carreggiata. Ma l’impunità e la certezza di sentirsi, nonostante tutto, le spalle coperte, danno forza ai farabutti. Infatti il deliquente delle bici porta in giudizio il mio amato FIGLIO, per il risarcimento delle bici che hanno spezzato le speranze di GIUSEPPE. Ovviamente i vigili intervenuti dopo due ore e trenta, e non aver mai allegato la ricostruzione planimetrica dell’incidente, hanno pensato bene, nella loro relazione di indicare con dovizia di particolari, il modello e la marca delle bici distrutte.
Ma il caso ha voluto che due onesti e bravi poliziotti si trovassero a passare al momento dell’incidente, e con le loro indagini, unitamente alle testimonianze, hanno rovinato tutto.
La giunta Veltroni, sollecitata decine e decine di volte, non mi ha neanche ricevuto. Finalmente una mia querela contro il biciclettaio, comincia a dare i suoi frutti, e per il delinquente viene richiesto il rinvio a giudizio.
Finalmente la nuova giunta Alemanno, ed in particolare l’on. Guidi, si rende conto dell’assurdità della vicenda, e dopo un pò le bici scompaiono dalla carreggiata. Ma non vi illudete, solo per pochi giorni, ora oltre alle bici (poche rispetto a prima), il delinquente espone sulla strada anche moto e manichini.
Per i due minorenni, per quanto si avverte subito che il pm abbia voglia di archiviare tutto, la documentazione è talmete chiara evidente e corposa, che per quanto possa temere il peggio, il rinvio a giudizio appare scontato. E qui viene il bello, all’udienza preliminare, io ed il mio avvocato non essendo parte civile (nei procedimenti penali contro i minori, la parte offesa non può costituirsi parte civile) non possiamo parlare, il pm, l’unico a rappresentare l’accusa, non si presenta. Il giudice emette una sentenza incredibile: avevano la precedenza perchè, venivano da destra. Ma come, chiunque s’immette sulla carreggiata dopo aver sostato in una piazzola viene da destra!!! Dulcis in fundo, per dimostrare la sua grandezza d’animo e la solidarietà verso un padre che ha perso tutto, mi caccia dall’aula.
A questo punto, vado al municipio sedicesimo, per chiedere chi abbia il diritto di precedenza, per i veicoli che da Clivo Portuense (la piazzola), s’immettono su Via Portuense. Dopo ben 22 giorni, i vigili in sintesi rispondono : non vi sono segnaletiche, e che valgono le norme del codice della strada’.
Allora faccio una nuova richiesta nella quale chiedo di esplicitare e quindi dichiarere a chi spetti il diritto di precedenza. Dopo solo 25 giorni, sempre la dott.essa Raffaella Modafferi, in sintesi risponde ‘ in merito a quanto richiesto, i vigili non sono tenuti ad attività di valutazione e di elaborazione’.
Ma come c’è stato un omicidio colposo, ed i vigili urbani, pubblici ufficiali competenti per gli incidenti in città, non sono tenuti a dire di chi fosse la precedenza?
Cosa pensate di tutto ciò, sono io che oramai non ragiono più, o molti sono responsabili non non so quanti reati?
President… sei e resterai sempre con noi!! Un abbraccio
Che cacchio, poi dicono della delinquenza e delle bombe dei terroristi. E’ un sistema fracico e abbiamo colpa tutti. Se tornassimo alla giungla si vivrebbe meglio. Per me più di tutti dovrebbero scontare i vigili.
Mi piacerebbe leggere gli atti del processo.
La storia processuale mi pare al limite del giusto processo.
Potreste pubblicare gli atti per intero oppure farmene avere una copia in via privata ?
Ho una serie di questioni simili e vorrei capire bene i meccanismi che hanno portato i giudici a simile sentenza.
Grazie
Avv. Gianluca Giammatteo
(Foro di Isernia)
Ma è davvero questa l’Italia di cui facciamo parte?
Questa Italia scandalosa e che fa acqua da tutte le parti, questa Italia fatta di italiani superficiali, scriteriati, falsi e perversi.
La vergogna è questa storia, i suoi strascichi infiniti, una giustizia che tarda ad arrivare e che, in Italia, deve per forza affidarsi ai passaparola, all’indignazione delle gente, al dolore che cresce e che scandalizza.
Mario sono con te.
Scusa Mario, ma il giudice non ha tenuto conto del fatto che in quel punto la segnaletica orizzonatale VIETA la svolta a sinistra, ovvero la manovra che ha fatto il conducente del motorino?
Lì c’è la linea continua di mezzeria, e lo abbiamo detto e ridetto, scritto e riscritto, con tanto di planimetrie e foto satellitari.
Diavolo, è impossibile che non ne abbia tenuto conto!
E’ come dire che in autostrada, posso anche fare inversione ad U a patto di non colpire chi viene da sinistra, ma solo da destra….
Sono veramente allibito, non è possibile ….
Tra l’altro questo non era neppure uno degli aspetti richiamati dalla parte avversa, visto che cercavano solo di darela presunta colpa a Giuseppe per un presunto (e non dimostrabile) eccesso di velocità.
Che vergogna!
non ci sono parole per comunicarVi l’indignazione provocata!!!!
Certa gente merita di essere spellata viva e lasciata in pasto ai corvi!!! come nel Medioevo!!!
solidarieta’ ,ciao BRuno
Davvero mi dispiace tanto, tantissimo..non è giusto! Conoscevo Giuseppe di vista e per via di altri amici, ho giocato qualche volta con lui a basket da piccolo e ..non sapevo di tutto questo…oddio come mi dispiace!
Siamo in un paese dove infrangere le regole è prassi e chi si arroga il diritto di infrangerle si arroga pure il diritto, in maniera sciatta e non curante, impunenemente, di interferire con la vita di persone buone e valide come Giuseppe!
Anche io ho subito un incidente in moto che poteva essermi fatale anni fa e la prima cosa che ho fatto, rialzatomi e ancora scosso, è stato tirare fuori dall’auto chi lo aveva procurato impunemente, tranquillamente, come se nulla fosse e domandargli “come ti permetti di decidere della MIA VITA!”
Non so come posso esserle d’aiuto (petizioni, etc..), Mario, ma vorrei aiutarvi nell’espellere dalla società, rinchiudere fra quattro mura, interdire da ogni atto della vita sociale, chi si arroga questo diritto in maniera silenziosa e continuando a vivere come se nulla fosse, che è la peggior veste dell’arroganza oggi!
Vito
Ho segnalato questo scandalo anche nel forum dove sono coordinatore della sicurezza stradale.
http://www.audisportclub.com/forum/showthread.php?p=65301#post65301
Cerhciamo di fare tutti un tam tam e di diffonderlo quanto più possibile, non è giusto che si resti impuniti in questo modo.
Sono venuto a conoscenza di questa ingiustizia tramite il caro amico Gianluca.
Non ho le conoscenze giuridiche per commentare quanto successo, mi permetto solo di constatare in maniera elementare che:
Se il motorino dei due minorenni non fosse stato sul luogo, se le biciclette e l’auto non fossero state sulla carreggiata, probabilmente il giovane Giuseppe sarebbe ancora vivo.
Come la cosa sia stata gestita dalle autorità competenti è assolutamente vergognoso, queste sono le cose che mi fanno, a volte, vergognare di essere Italiano.
Come padre di un bambino di due anni invece sono convinto che il coraggio e la sete di giustizia, la lotta del papà di Giuseppe, siano gli impegni civili di cui l’Italia ha bisogno per divenire una nazione migliore per mio figlio in futuro.
Sembra una lotta contro i mulini a vento, ma se le persone come il Sig.Mario smettessero di combatterla l’Italia sarebbe una nazione sempre più “povera”.
Mi permetto perciò da padre di abbracciare e ringraziare con sentito affetto anche se non lo conosco il Sig.Mario.
Stefano Zordan
Ringrazio veramente tutti per come dimostrate di essermi accanto. Vorrei solo che a raccontarlo potesse essere il mio GIUSEPPE. Credetemi un padre non ha più nulla quando perde un FIGLIO e se poi il FIGLIO era come GIUSEPPE… Non è desiderio di vendetta ma la necessità di far emergere la verità e che i meravigliosi ricordi non possano essere minimamente offuscati dalle menzogne corruzione ecc. La giustizia probabilmente non è di questo mondo, ma è incredibile come possano essere ignorati i fatti ed i documenti da istituzioni che dovrebbero salvaguardare i diritti dei cittadini. Per questo vi chiedo di dare il vs contributo al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica ed i media forse solo così riusciremo a far conoscere gli autori di questa icredibile ingiustizia.
All’amico Gianluca, che ringrazio sempre con tanto affetto, rispondo relativamente alla linea continua, chi più di te sa come sono andati i fatti e conosce il luogo dell’incidente e addirittura come hanno cercato di camuffare la linea continua in tratteggiata, ma sai bene che il primo e vero problema è che i minorenni non hanno dato la precedenza innescando l’incidente. Ma come è possibile che un giudice possa affermare che avesse la precedenza chi esce da una piazzola.
Un abbraccio a tutti
Già Mario, diciamo anche questo .. che dopo l’incidente cercarono persino di camuffare malamente la segnaletica orizzontale (non è dato sapere chi lo fece…ndr…) per cercare di autorizzare la svolta (anzi, l’inversione di marcia, per essere più precisi) irregolare e noi lo smascherammo tramite delle foto satellitari di data precedente agli eventi.
Il tutto riportato nella consulenza di ufficio, AGLI ATTI!
Più dettagli escono fuori, più la faccenda assume dei contorni davvero grotteschi..
Ti siamo tutti vicini Mario e non ci arrenderemo, comunque!!
Quella strada comunque è maledetta, piena di buche e con una corsia occupata per gran parte da biciclette, caschi e roba che vendono i rigattieri. Metà di quella roba RUBATA tra l’altro. Tutti sanno tutto e nessuno fa niente, tanto per cambiare. Questa morte è stata brutale ma il modo in cui hanno insabbiato tutto è stato ridicolo e altamente irrispettoso. Che schifo.
Anch’io ho conosciuto questa storia tramite il caro Gianluca che ce l’ha segnalata, sono anch’io un appassionato di motori in generale guido molto per lavoro e, purtroppo, anch’io ho la passione per la moto. Conosco tante storie di ragazzi che non ci sono più perchè qualcuno ha fatto una manovra azzardata, senza pensare, senza capire quali potessero essere le conseguenze, senza preoccuparsi che le regole ci sono per un motivo, e sulla strada ci sono anche gli altri intorno.
La cosa che però è diversa di questa storia è tutto quanto è accaduto dopo, quello che ora mi fa scrivere con una rabbia e una delusione incredibile per quella giustizia italiana che ogni giorno si dimostra sempre più penosa.
Mi chiedo che “santi” avessero in Paradiso le persone coinvolte per poter addirittura pensare di falsificare la segnaletica stradale… ho un amico che da 5 anni lotta per avere giustizia in un incidente similare con conseguenze molto meno tragiche, la rottura delle gambe per un fenomeno che con un SUV si è fermato sulla parte destra della carreggiata e poi ha fatto inversione di marcia per entrare in un distributore di benzina mentre lui arrivava. Fortunatamente dicevo la velocità era bassa ed è ancora qui, ma la linea continua era anche doppia in quel caso… e anche qui un giudice ha dato prima torto e poi ragione all’automobilista, che solo dopo 2 anni ha presentato un testimone amico che “casualmente” stava facendo benzina in quel momento.
Auguri Mario, spero che tu ottenga giustizia
C’è da vergognarsi ad essere italiani nel leggere la storia di Giuseppe. Spero con tutto il cuore che riuscirà ad avere giustizia per suo figlio e che i giudici paghino per la loro superficialità. La saluto con affetto.
Marco
L’assurdità della giustizia italiana o meglio di chi dovrebbe rappresentarla rasenta l’inimmaginabile!!! Vai avanti Mario perchè chi ha colpa paghi, per l’incidente e per questi assurdi risvolti giudiziari!
Leggo con tristezza l’ennesima storia di ingiustizia, frutto di una società marcia e corrotta dove ormai le vergogne sono all’ordine del giorno. Ciao Giuseppe spero di tutto cuore che avrai la giustizia che meriti.
ma vorrei sapere cm k**** vi vengono in mente certe cose……benedetto sia colui che nel nome della carita e della buona volonta conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre,perche egli è in verita il pastore d suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti……………..e la mia giustizia calera su di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che s proveranno ad ammorbare e infine a distruggere i miei fratelli..e tu saprai ke il mio nome è quello del signore quando faro calare la mia vendetta sopra di te……
Segnala - Elimina
e questa è l’italia
Dire che l’ Italia è così è ben poco, vorrebbe dire rassegnarsi ad un ruolo che ci viene assegnato…quello di ignoranti che accettano tutto.
Per chi ha conosciuto Giuseppe e per chi non ha avuto questa fortuna, LUI non si è accontentato mai di niente, ha sempre voluto il massimo di tutto.
Ora anche nel male, purtroppo vedendo come sono andate le cose, bisogna riuscire ad avere GIUSTIZIA, e non vendetta, perchè la cosa più importante è far capire a chi ha sbagliato, come ci si doveva comportare…altrimenti rimarranno ignoranti a vita.
Rileggendo ciò che è accaduto e guardando le foto di Porta Portese, provo due stati d’ animo…
…quello di un amico incazzato con il mondo e contro tutti, perchè non è possibile che succedano queste cose; non è possibile che puntualmente l’ aula di un Tribunale si trsformi in una farsa; non accetta che la tanto invocata Giustizia sia miraggio per chi la invoca e fortezza per chi rimane impunito…non accetto ciò che del mondo non va come dovrebbe andare;
…guardando però quelle foto, ricordo quante sere siamo passati per andare in centro magari per incontrarci con amici a bere qualcosa; quante volte anche solo facendoci un giro con lo scooter; quante volte chiacchierando del futro.
Speriamo in un mondo migliore, ma speriamo anche di non dover far mai ricorso alla giustizia.
Non sopporto le ingiustizie, spesso mi sollevo e rischio di farmi rompere le ossa perchè le ingiustizie mi urtano offendono la mia sensibilità e nella misura in cui posso fare qualcosa non lascio correre Mai!
Il primo passo per non lasciare solo Peppe al suo tragico destino , che ha gia’ affrontato il 25 Gennaio del 2006, e’ quello di non liquidare una decisione come quella presa dal tribunale con una frase o un pensiero di rassegnazione o indignazione nei confronti delle ,spesso, incompetenti autorita’ giudiziarie!!!!
Bisogna far sentire la nostra voce, forte come la sua!Bisogna trasformare la nostra rauca frustrazione e impotenza in una voglia di non soccombore di fronte alle volonta’ assolutamente immorali di chi per tutelare l’indifendibile ha assolto completamente CRIMINALI che SENZA COLPE non sanno cos’e’ il pentimento,che non sanno cos’e’ il dolore…che probabilmente hanno imparato che SCAPPARE e’ piu facile di affrontare la realta’, proprio come quel giorno in cui hanno contribuito attivamente a far si che Peppe non potesse piu’ illuminarci con il suo Sorriso!
AFFINCHE’ PEPPE NON MUOIA UNA SECONDA VOLTA….non possiamo stare SOLO a guardare!
non mi piace quello che succede ogni giorno che passa ma speriamo che ci sarà una giustizia suprema…
dispiace sempre leggere certe cose ma speriamo che il domani ci riservi una giustizia con le palle…
Speriamo che riusciate a ottenere giustizia.
Caro Mario, papà di Giuseppe.
Provo a balbettare qualcosa dopo aver letto tutti quei verbali.
I figli, questo dono prezioso, ad un certo punto, vivono la loro vita, a volte anche in altre dimensioni. A volte, attratti da piccole cose, a volte, da grandi sogni, a volte da oggetti, a volte, invece di giocare si giocano tutto e, poco gli importa delle conseguenze. Noi genitori non ci crediamo, ma crediamo sempre e solo loro. Sono proprio i nostri figli a commettere degli errori, a fare il passo più lungo della gamba? No, non ci crediamo. Noi sappiamo solo quanto li amiamo, noi sappiamo solo, quanto ci mancano se lontani, quanto siamo disposti a dare o fare per loro e siamo capaci anche di guerreggiare in nome loro.
A volte però, le battaglie ci fanno ancora più male, vuoi perché ci sono situazioni difficili, complicate, vuoi perché il nostro mondo è davvero corrotto ed ingiusto. Giammai amo arrendermi, ma sfogliando i verbali (o come si chiamano) del processo del nostro Giuseppe (consentimi di dire nostro)ho vibrato tanto, immedesimandomi in te, papà/genitore e in Stefania, la mamma.
Come hai fatto?Come avete fatto, ad ascoltare tutto ciò che oggi si legge degli atti. Mi figuro il cuore che scoppia, che urla, che si dispera e che spera. Il cuore che Attende almeno la giustizia, ma la giustizia poi cos’è e dov’è? Mai la vediamo in mezzo a noi trionfare…
Desidero sperare che capiti il politico di turno, ispirato e capace di cambiare le nostre città. Per adesso abbiamo, immondizia, abusivismo e corruzione. Anche noi, i genitori, dobbiamo studiare un piano migliore per educare al bello e non all’apparire, all’amore e non all’avere, a credere nella vita e non a distruggerla.
Caro Mario, sento solo di dirti ancora, Coraggio! La morte è morta e la vita è viva. Come mendicanti bisognosi di pane, diamoci la mano spirituale, per vivere questo tempo nell’ attesa della vera vita, dove i nostri ci attendono a braccia aperte, ma che dico, spalancate, per dirci: Ora staremo sempre insieme.
Dal mio cuore di mamma, al tuo cuore di padre.
Emma
Le mie sono parole di parte…sono le parole di chi ha potuto conoscere Peppe…sono le parole di chi parla per non ascoltare ancora le mille assurdita’ sentite dire dall’inizio del processo alla sua sentenza!!!
Ma noto che sono uguali alle parole dette da tutti quelli che hanno scritto su questo blog,sia che lo conoscevano che non!
SOno parole di indignazione e sgomento per una tale ingiustizia e per un affronto alla liberta’ personale….la liberta’ di uscire in moto e di ritrovarsi per terra in fin di vita senza colpe,senza immaginare che qualcuno un giorno si sarebbe potuto permettere di accusarlo di qualsiasi tipo di responsabilita’!
Eppure e’ successo, il solito giudice garantista a spada tratta, coadiuvato da un PM del tutto irrispettoso del concetto di LIBERTA’di VIVERE hanno infangato una persona gia’ beffata dagli eventi!
Peppe non lasceremo che ti uccidano ancora…non lasceremo che qualcuno possa additarti come colpevole!!
Noi la verita’ la conosciamo e bene…e sta sicuro che faremo di tutto affinche’ sia rispettata!
Tanti leggono…pochi scrivono…l’informazione e’ importante…ma non lasciamo che il Silenzio uccida…date una vostra considerazione!!!Capisco che sia indiscutibile la realta’ dei fatti…ma le risposte ai perseveranti errori della giustizia devono trovare sfogo in forum come questi!!
Lasciamo che il nostro pensiero si trasformi in una didascalia visibile a tutti,apriamoci al confronto con la realta’ che puntualmente ci delude!
Peppe zitto non ci sapeva proprio stare!!!!E allora che la sua voce trovi forza nella Nostra!!!!
Nessuno ce lo ridara’ mai indietro…ma nessuno puo permettersi di ucciderlo ancora con SENTENZE ASSURDE!!!
Tutto questo è tremendamente assurdo e ingiusto….Mi auguro che,un giorno, giustizia sia fatta. Ciao Giuseppe
Qste sono cose ke nn dovrebbero passare inosservate e nn dovrebbero essere accantonate… sono ingiustizie all’ordine del giorno; e sono proprio qste ke probabilmente creano altre ankora + grandi. sono con voi.
Tutto bene? Era questo, immancabilmente, l’approccio che Giuseppe usava quando entrava in contatto con qualcuno e tu, dall’altra parte, sentivi chiaramente che non era una domanda banale e priva di significato, tanto per iniziare una conversazione, NO, dietro c’era l’attesa di CHI era interessato a conoscere la tua risposta, ad ascoltare i tuoi bisogni, le tue incertezze, pronto a sollevarti con umorismo ed ironia o a mettersi a disposizione in ogni modo.
Questo era Giuseppe! …E non è pensabile che una Creatura tanto dolce e amorevole con chiunque non abbia diritto all’umana Giustizia, quella che persino i rei possono pretendere. GIUSTIZIA per Giuseppe vuol dire che non tutto, in questo mondo, è preda dell’arroganza e della prepotenza di poteri non bene individuati, GIUSTIZIA per Giuseppe è certezza, certezza che non sarà garantita l’impunità ai responsabili, ad ogni livello, GIUSTIZIA per Giuseppe è speranza, speranza che non possa accadere ad altri la stessa immane tragedia, GIUSTIZIA per Giuseppe è ridare ad un Angelo il suo smagliante sorriso e al suo papà la consapevolezza di aver lottato per l’affermazione delle forze del BENE.
Sono e sarò sempre al vostro fianco. Carmelina
Non conoscevo Giuseppe ma leggere di un ragazzo morto in quel modo è davvero assurdo come è assurdo il silenzio che si crea intorno…sono vicina al vostro dolore e prego il signore che vi regali serenita’ x quanto è posiibile…Annamaria
Nessuno potrà restituirci questo ragazzo, gentile e pieno di vita. Nessuno potrà restituirlo alla sua famiglia ed alla sua vita. Nulla si può più fare ed a nulla servirà nemmeno la giustizia. La giustizia ha però il dovere di essere tale, senza esercitare la vendetta ma assicurando il rispetto della legge e della dignità dei cittadini di fronte ad essa.
Sono allucinato da quello che leggo ma non essendo più giovane ho visto di peggio e di più. Il che non significa rassegnarsi. Vorrei solo sapere cosa posso fare per dare una mano ad aiutare il rispetto della legge ed il ristabilimento della verità.
Caro Signor Genovese,
comprendo il suo incolmabile dolore e le sono vicina per come posso in una situazione tanto tragica ed assurda che, purtroppo, solo chi è costretto a vivere può capire veramente.
Sono certa che la Magistratura, che purtroppo nel nostro Paese ha tempi troppo lunghi, alla fine riuscirà a rendere chiaro ciò che è accaduto. L’abbraccio forte
Gentile Mario Giorgio Genovese,
le esprimo tutta la mia solidarietà e farò quanto possibile nei limiti delle competenze dei parlamentari.
Cordialmente.
Antonio Borghesi
Egr. Sig. Genovese,
facendo seguito alla sua richiesta, abbiamo presentato al Parlamento un’interrogazione, che le inviamo in allegato, riguardante la sua vicenda.
Purtroppo tale interrogazione non è stata dichiarata ammissibile, in quanto la materia risulta essere competenza dell’amministrazione comunale di Roma.
I nostri uffici restano a sua disposizione, qualora volesse sottoporci ulteriori quesiti.
Cordiali Saluti