GGG IL CONTE

25 Gennaio 2026

Caro figlio mio,
Ci sono giorni in cui il tempo sembra fermarsi, e oggi è uno di quelli. Ogni 25 gennaio ritorna come un’onda che non avvisa, che travolge e che porta con sé tutto ciò che sei stato, tutto ciò che sei ancora per me. Non è un ricordo qualunque: è una presenza che continua a bussare, a chiamarmi, a chiedermi di guardare oltre il dolore per ritrovare la tua essenza, quella che nessuna assenza ha mai potuto spegnere. Figlio mio, tu eri luce. Una luce che non si imponeva, ma che entrava nelle stanze, nelle vite, nei cuori degli altri con una naturalezza che non si può spiegare. Ti chiamavano il Conte, e non era un semplice soprannome: era il modo in cui il mondo riconosceva ciò che io avevo capito da sempre — la tua eleganza d’animo, la tua nobiltà senza clamore, quella grazia che appartiene solo a chi nasce con un dono. Ma quello che mi colpisce ancora oggi non è solo ciò che gli altri vedevano; è ciò che ho visto io, da padre. Ho visto la tua bellezza che non aveva bisogno di essere detta. Ho visto la tua intelligenza che brillava senza mai ferire. Ho visto la tua bontà che non faceva rumore, ma che cambiava le persone, le sollevava, le faceva sentire viste, comprese, amate. E ogni volta che penso a te, Giuseppe, mi ritorna un gesto, uno sguardo, un modo di camminare, di sorridere, di esserci. Cose semplici, ma che si sono trasformate in ciò che mi tiene in piedi quando il dolore cerca di farmi crollare. Perché tu non sei rimasto nei ricordi: tu sei rimasto nelle fibre più profonde della mia vita. Oggi, in questa ricorrenza che fa male come la prima e che pure porta con sé qualcosa di sacro, non voglio parlarti con la voce spezzata. Voglio parlarti con la voce che ti appartiene: quella dell’amore che non accetta confini. Tu continui a vivere dove nessuno potrà portarti via: nei miei pensieri, nei miei passi, nell’aria che mi avvolge quando mi sembra di sentirti vicino. E lo so, figlio mio… a modo tuo, tu mi resti accanto. Ti porto con me in ogni respiro, Giuseppe. Nel silenzio, nel buio, nella luce. In tutto ciò che sono diventato da quel 25 gennaio in poi.

Ti voglio bene, figlio mio. Più della vita.

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Quest'anno saranno celebrate le Messe gregoriane per il nostro amato Conte. Uniti nella preghiera e nella fede, affidiamo insieme al Signore l'anima di Giuseppe.

12a Coppa Giuseppe Giorgio Genovese

16-17 Giugno 2018, Potenza

In onore del nostro amato Giuseppe, un evento imperdibile dove sportività e solidarietà si incontrano all'insegna dell'amicizia, nel ricordo di un atleta, ma soprattutto di una persona straordinaria che ha lasciato nei nostri cuori un vivo e luminoso esempio di vita. Il Torneo ha visto vincitrice la squadra "Ciumnera", seconda classificata "Basilicata Sport" con un risultato di 71 - 61.

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